Aggiornati! Non puoi non sapere cosa sta succedendo… Notizie, notizie e ancora notizie. Sapere cosa sta succedendo, quasi in tempo reale, ĆØ irrinunciabile, quando si pensa di investire e si decide di farlo.
Tutto vero. Ma questo ĆØ l’anno in cui una notizia in particolare ĆØ stata assunta fin troppo come punto di riferimento: le Banche Centrali di Europa e USA hanno fermato la corsa al rialzo dei tassi. E si ĆØ visto come questa notizia, da novembre 2023, abbia dettato le sorti della chiusura d’anno delle Borse, determinando record più o meno accentuati a livello globale.
Bce o navi nel Mar Rosso?
Importante rimarcarlo? Direi di si. Il rischio nella scelta degli investimenti riguarda infatti la possibilitĆ di concentrarsi eccessivamente su dati “scontati”, trascurando aspetti che di scontato hanno ben poco. Nonostante sia noto che le banche centrali non hanno ancora stabilito con certezza il mese in cui procederanno con i tagli dei tassi, sembra essere implicito che ci si trovi solo in attesa che ciò accada. Questa certezza finanziaria potrebbe impedire di valutare attentamente gli impatti di altre notizie fondamentali, come la fuga delle navi dal Mar Rosso a seguito degli attacchi Houthi e la risposta degli Stati Uniti e dei loro alleati nello Yemen.
La domanda ĆØ: quanto conta, per gli investitori, la prima notizia rispetto alla seconda? Il fermo dei tassi gioca un vero e proprio ruolo nel portafoglio, mentre gli accadimenti in Yemen, se guardati solo come probabili cause di ritorno a volatitilitĆ , non diventano ulteriori e significativi spunti capaci di determinare “altre” scelte di investimento, non meno importanti di quella dettata dal fermo dei tassi.
Il ritorno delle materie prime
Non mi riferisco qui agli “speculatori” che giĆ dai primi scontri in Yemen avranno visto nel blocco dei trasporti inevitabili occasioni di acquisto. Io parlo della normalitĆ , di chi investe da sempre. Ebbene, nonostante quanto potrĆ conseguire dall’allungamento dei tempi del commercio nella tratta Asia-Europa (leggi: materie prime), l’investitore continua a essere condizionato solo dall’aspettativa del taglio dei tassi. Che accada a marzo o più tardi non importa, questa ĆØ la pietanza, quello che accade diversamente rimane il contorno.
Non ho cambiato la mia consulenza finanziaria per questo. E non sto sottovalutando l’importanza di pesare la componente obbligazionaria che per il fermo dei tassi potrebbe fare la differenza come non mai. Sto suggerendo semmai di pesare anche altro nei portafogli, per fare la differenza anche grazie a un tema come quello delle materie prime, che ĆØ ancora in piedi, e non potrĆ più essere considerato come attinente solo a certi momenti storici. Piuttosto dovremo cominciare a ri-considerarlo come il tema centrale da mantenere sempre nei portafogli, al di lĆ dei cicli economici, quelli che forse non saranno più solo l’effetto di alta e bassa inflazione e dei conseguenti rialzi e tagli di tassi.
Alla prossima!










