Ogni volta che si chiude un periodo, anche se breve, di pausa – come quello che ieri ci siamo buttati alle spalle – si ha la sensazione di dover in qualche modo ri-partire ri-prendendo discorsi interrotti. E spesso, l’errore è appunto di continuare le stesse identiche azioni con lo stesso identico pensiero.
Pensando al portafoglio vi propongo invece di pensare… diversamente.
Iniziamo da tre considerazioni:
Tutti gli indici di borsa hanno segnato rimbalzi nel primo trimestre. E l’andamento al rialzo dei prezzi fa rilassare l’investitore, non facendogli percepire il maggiore rischio rappresentato da valutazioni che salgono al di fuori delle medie storiche.
Il contesto geopolitico non è risolto. I due conflitti ben noti sono ancora senza risoluzione.
Nel portafoglio non è mai corretto avere solo investimenti che seguono con la stessa enfasi la “direzione” del mercato. Si chiama “de-correlazione “ e il rischio in momenti come questi in cui tutti gli asset sembrano salire e’ di “non” ritenerla giusta e quindi di non volerla affatto nel portafoglio. Come se si trattasse di un “errore”
Partendo da queste tre premesse, provate a ri-partire da queste tre azioni di “rottura” con il modo di pensare cui forse vi siete abituati guardando i numeri del primo trimestre.
1. Sforzatevi di assumere una posizione nel portafoglio su temi, idee che ancora non hanno dimostrato di ri-salire come il resto. Temi come Salute, Clima, Acqua e titoli del settore servizi di pubblica utilità, consumi non discrezionali. Nel primo caso si tratta di temi che necessitano di tempo per dimostrare risultati e per questo sono ancora “sottovalutati”. Quanto ai titoli dei due settori indicati, sono esattamente quelli che nel 2023 hanno perso e fino al oltre il 30%, ma solo perché erano stati troppo sopravvalutati per un eccesso di aspettative rispetto alla loro crescita.
2. Dato il contesto assumete posizioni che ricordano gli anni più difficili. Tornate per un attimo al 2022 e prima ancora al 2020. Oro, titoli obbligazionari Investment grade, materie prime. Di questi solo l’oro ha continuato a mostrare forza, ma i titoli obbligazionari più sicuri e con durate medio lunghe potrebbero dare valore come prezzo con i prossimi tagli dei tassi. E le materie prime rappresentano il nuovo mondo, oramai fatto di un incessante confronto di poteri forti inevitabilmente correlati al loro scambio. Senza contare quanto oramai le materie prime dipendano da fattori climatici andati in una quasi totale assenza di controllo (il caso del cacao cresciuto di oltre il 180% dall’inizio dell’anno ne è la prova).
3. Se proprio non riuscite ad assumere posizioni diverse nel portafoglio, perché troppo poco rumorose o addirittura in controtendenza, fatelo per una correttezza “formale“. Fatelo per rispettare la regola di un portafoglio che pretende sempre la coesistenza di asset correlati e asset de-correlati. Fatelo solo per questo.
Pensateci e ri-partite da qui. Se non volete farlo da soli, io ci sono e vi aspetto. Sempre.
Alla prossima!










