Zona Franca oggi incontra Fabrizio Vedana, amministratore delegato di Across Family Advisors: un team di professionisti con esperienza multidisciplinare e sedi in 6 città, «in grado di offrire, anche attraverso la fiduciaria e la trust company controllate, consulenza qualificata e servizi integrati per l’amministrazione, la protezione, la valorizzazione e la trasmissione del vostro patrimonio alle future generazioni» come spiega Fabrizio.
Il tema di oggi è il Trust, questo “nuovo riconosciuto”: vogliamo capire perché parlare di Trust, visto che con la pandemia la tematica della “separazione del patrimonio” è divenuta ancora più importante per il cliente con patrimonio.
Fabrizio, iniziamo da una premessa che nella vulgata non è quasi mai chiarita.
Il Trust è un modo per proteggersi dall’articolo 2740 del Codice Civile, che recita in modo perentorio come il debitore risponda dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri?
È corretto parlare di “protezione” da questo vincolo patrimoniale che lega tutti i clienti, qualsiasi sia l’ammontare del loro patrimonio?
L’articolo 2740 del Codice Civile prevede che il debitore risponda dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, e che le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.
L’istituzione di un Trust, istituto il cui utilizzo è stato ammesso dal nostro ordinamento con la legge 367/89, rappresenta uno dei casi di limitazione della responsabilità ammessi dalla legge.
Perché oggi sempre più persone pensano al Trust? Cosa è successo?
L’aumento esponenziale dei rischi a cui sono esposti imprenditori e professionisti (in primis quelli del settore medico) sta facendo crescere il bisogno di protezione del patrimonio personale dalle possibili aggressioni da parte dei creditori.
Tra gli strumenti che l’ordinamento italiano consente di utilizzare c’è il Trust, che molti rappresentano come una sorta di “cassaforte giuridica” nella quale è possibile conferire praticamente qualsiasi tipologia di bene, dagli immobili alle opere d’arte passando per le gestioni finanziarie e le quote di società, per arrivare sino alle criptovalute.
Esiste una tipologia di Trust, il Family Trust, che rappresenta uno strumento davvero interessante per affrontare il tema dei “bisogni della famiglia”, creando un vincolo sul patrimonio a tutela. Ci spieghi in cosa consiste e perché potrebbe essere preferibile a un Fondo Patrimoniale? Sempre che si possa parlare di preferenza…
Si parla di Family Trust per riferirsi, come affermato anche da alcune recenti sentenze di tribunali italiani, a quello volto ad assicurare ai beneficiari (normalmente coniuge e figli del disponente) un reddito sufficiente a garantire loro un tenore di vita ordinario.
Un Trust decisamente simile a un fondo patrimoniale di cui agli articoli 167 e seguenti del Codice Civile, ma rispetto a questo con il vantaggio di poter accogliere qualsiasi tipologia di bene, quindi non solo immobili o titoli di credito nominativi, e di poter essere istituito anche da soggetti non legati dal rapporto di coniugio.
Quando chiede di segregare il patrimonio creando una soluzione ad hoc, spesso il cliente domanda: «Come faccio a segregare nuovo patrimonio in arrivo da un conto estero? Non ho fatto niente ma non voglio più pagare tutte queste tasse!». Tu cosa gli risponderesti?
Le attività detenute all’estero per effetto delle normative di scambio dei dati in ambito fiscale (CRS e DAC6) difficilmente possono sfuggire all’occhio del fisco.
Chi decide di far emergere attività non dichiarate dovrà valutare, in primo luogo, il costo fiscale del ravvedimento operoso.
Tali attività, finanziarie e immobiliari, potranno rimanere all’estero avendo cura di incaricare una Fiduciaria italiana di svolgere il ruolo di sostituto d’imposta sui redditi dalle stesse derivanti.
Tre consigli che daresti a un imprenditore per gestire il suo patrimonio mobiliare e immobiliare.
Diversificare il rischio, sia in termini di emittente che in termini di valuta e di mercato; scegliere un consulente o un professionista indipendente; verificare con attenzione l’orizzonte temporale dell’investimento.










